Vivere nello strano mondo invisibile dei sub-clinici Asperger!


SemplicementeAspie © Autore: Stefano Verrigni

Molti non sanno nemmeno di essere “Aspie” e vivono ogni giorno nella confusione più totale. Si definisce Asperger sub-clinico una persona che ha le caratteristiche specifiche della Sindrome di Asperger e quindi potrebbe ottenere una diagnosi in tal senso, ma non ha significative difficoltà nelle autonomie o nel benessere personale. I sub-clinici Asperger sono un vera e propria moltitudine invisibile, con il problema che i Professionisti in grado di identificarli purtroppo sono pochi.

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Stabilire con precisione il numero esatto di Asperger sub-clinici che esistono al mondo è un’impresa difficilissima e, ad oggi,  direi praticamente impossibile.

Gli Aspie in Italia sono sicuramente molti di più rispetto a quelli che vengono diagnosticati (o forse sarebbe più corretto dire “identificati”), se poi teniamo conto anche di tutta quella parte di popolazione “ponte”, ovvero persone con caratteristiche sia Neurotipiche che con “tratti Asperger”, il range di persone che potrebbe rientrare nel mondo degli Aspie si fa veramente ampio.

Inoltre si deve tenere conto che purtroppo una diagnosi come sub-clinico è difficile ottenerla, se non da persone che conoscono davvero bene le molteplici caratteristiche e sfumature dell’Asperger e che sanno utilizzare tutti gli strumenti più idonei allo scopo. La diagnosi di “sub-clinico” viene quasi sempre snobbata, equivalendola ad una “non diagnosi”, in quanto i deficit visibili, normalmente, sono talmente sottili (agli occhi di inesperti o poco esperti) da non essere presi in considerazione. Quindi, per questa particolare (e purtroppo ampia) categoria di “Professionisti” che non accettano assolutamente una diagnosi di “sub-clinico”, o sei un soggetto clinico, oppure è impossibile che tu possa pensare semplicemente in modo “diverso” e possa esserti adattato così bene da riuscire ad ammortizzare, nel migliore dei modi, le tue difficoltà legate al fatto di essere un Asperger in un mondo di prevalenza Neurotipica.

Sono poi molte le persone che si chiedono “perché è importante per voi essere diagnosticati se siete in grado di vivere la vostra vita normalmente e senza difficoltà evidenti?”. In parte devo dire che comprendo la motivazione di tale domanda perché, in effetti, ad un Asperger non serve praticamente a nulla una diagnosi di “sub-clinico” sotto un punto di vista strettamente medico (tranne che per alcuni casi), ma in realtà la diagnosi è spesso l’unico mezzo che abbiamo per affermare la nostra vera identità, per avere una conferma del fatto che non eravamo “sbagliati”, che la confusione e tutto quello che, per una vita intera,  abbiamo faticato a comprendere e accettare dipendevano “solo” dalla nostra neurodiversità. Come sub-clinico so che anche con una diagnosi in mano è davvero difficile fare informazione e cercare di far comprendere l’esistenza di un diverso modo di pensare, figuriamoci se la nostra neurodiversità è poi riscontrabile esclusivamente da test di self-screening svolti on-line e che normalmente, proprio per la loro provenienza virtuale, vengono declassati indistintamente a “test spazzatura” (non importa se poi a volte capita che offrano delle valutazioni più affidabili di quelle fatte da alcuni Pseudo Professionisti).

Inoltre il fatto di apparire come persone in grado di vivere una vita “normale” e con difficoltà poco evidenti o apparentemente assenti, non corrisponde quasi mai alle reali difficoltà interne che siamo costretti a provare e con cui dobbiamo raffrontarci, ogni giorno ad ogni ora, nei momenti in cui siamo obbligati ad avere contatti sociali. Spesso il fatto di avere messo in atto (con il tempo) un buon livello di protezione e di adattamento ai contesti sociali non corrisponde, quasi mai, con il nostro stato d’animo interno. Confusione generale e incomprensione di molti aspetti illogici del comportamento sociale restano spesso presenti in ognuno di noi e non vengono accettati ma più semplicemente mascherati.

Lo strano mondo degli Asperger sub-clinici esiste ed è invisibile solo agli occhi di chi non sa o di chi non vuol vedere.

Riporto di seguito ad integrazione dell’articolo un’intervista del 2012 fatta al Dott.Tony Attwood in cui è emersa proprio una domanda relativa ai soggetti sub-clinici.

Secondo le parole di Attwood  “Non tutti gli Asperger sono uguali tra loro, dipende da come l’affrontano e come vi si adattano. A volte i ragazzi e gli uomini possono essere invadenti, irritanti e difficili, mentre le ragazze e le donne sono più ricche di risorse e intelligenti nel loro modo di affrontare l’Asperger. Una di queste strategie consiste nel riconoscere che – Sono differente dagli altri, ma li devo imitare per far parte del gruppo -, ma questo significa che stanno negando chi sono veramente. E’ un processo artificiale. E’ come essere su un palco tutto il tempo. E’ estenuante. Si costruiscono un ruolo e un copione e poi hanno paura di perdere quella maschera. Non devono mai mostrare chi sono realmente, perché temono di non piacere a quelli che li vedono per come sono realmente. Questo provoca l’ansia di poter commettere un errore, ma può anche portare alla depressione basata su una bassa autostima e sul sentimento – Come sono dentro è così sbagliato che lo devo assolutamente nascondere – … esistono molti gradi di espressione e questi cambiano nel tempo e a seconda dello stress. Più una persona è stressata, più sono evidenti le caratteristiche. Qualcuno può avere il profilo, ma non la disabilità. Ovvero quelli che hanno genitori, compagni, amici, colleghi che li comprendono e li sostengono così che le caratteristiche sono meno evidenti in quello che chiamiamo –  un’ambiente Aspie-friendly -, ma se quel parente muore, si sposta, va via o c’è un cambio di responsabile al lavoro, tutto questo genere di cose, può causare un aumento di stress nella persona. … A volte la persona in questione ha bisogno di consigli piuttosto che di psicoterapia. Possono essere consigli su come scegliere la professione più appropriata e su difficoltà come, ad esempio, essere promossi a responsabili dove le abilità interpersonali sono maggiormente richieste. Può essere che abbiano bisogno di consigli sulla loro relazioni interpersonali, che abbiano bisogno di comprendere come riuscire a trovare e mantenere una relazione a lungo termine. ...L’Asperger è un problema in relazione al fatto di essere una minoranza in un mondo di – zeloti – sociali. E quindi una persona che è fortemente stressata, può avere una bassa autostima e può sviluppare depressione e ansia nel far fronte ai cambiamenti o nel commettere errori. Può inoltre provare rabbia di fronte alle illogicità del mondo o, qualche volta, rispetto alle proprie difficoltà, o si sente confusa, e questa è una caratteristica dell’Asperger, riguardo l’affettività: come esprimerla, quando esprimerla, etc … Quindi la persona può avere successo nella sua vita accademica o lavorativa, ma avere serie difficoltà nella propria vita personale, e riguardo alle emozioni e quindi avere bisogno di terapia. Ma queste terapie sono disegnate per le persone tipiche, e quelli con l’Asperger hanno un cervello collegato in modo diverso, non in modo sbagliato, ma diverso. E queste psicoterapie sono state elaborate per persone tipiche che hanno l’abilità di esplorare, descrivere e analizzare i propri pensieri e sentimenti in modo intuitivo. Ma per le persone con l’Asperger non è così facile. … Le persone con l’Asperger sono molto logiche, sono molto scientifiche e concrete. (tratto dall’intervista a Tony Attwood del 2012).

 

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